Informazioni generali

Come funziona il nostro sistema di segnalazione del Gambero rosso della Louisiana?


Non trascorre settimana senza che i media riferiscono dell’apparizione e della diffusione in Italia di nuove specie aliene animali o vegetali. Anche l’opinione pubblica ha iniziato a comprendere che la fauna e la flora stanno cambiando. L’Italia ospita sempre più spesso specie non-native provenienti da regioni o continenti anche lontani. Si tratta di specie che in molti casi oltre a minacciare seriamente la biodiversità, alterare la struttura degli ecosistemi e provocare ingenti danni economici, possono causare problemi alla salute animale e umana. Quando queste nuove specie colonizzano gli ecosistemi di casa nostra possono trovare condizioni diverse da quelle degli ambienti di origine (per esempio assenza di predatori e ricchezza di nutrienti) che ne favoriscono la stabilizzazione e la proliferazione. Possono così dare origine a popolazioni numerosissime, facendo regredire le popolazioni indigene, causando danni all’ambiente e socio-economici. È pertanto indispensabile comprendere e valutare con attenzione il fenomeno “specie aliene”, adottando provvedimenti tempestivi finalizzati a contenerne l’espansione o ad evitarne l’insediamento. L’Italia si è impegnata a lavorare in questa direzione tramite accordi nazionali ed internazionali (partecipando ad esempio alla “Convenzione di Rio sulla Diversità Biologica”). La conoscenza puntuale dello stato dell’arte relativamente alla presenza e alla diffusione di specie aliene invasive (spesso indicate con la sigla anglosassone IAS, che significa appunto Invasive Alien Species) sul territorio nazionale è il primo indispensabile passo per la comprensione e la prevenzione dei meccanismi e dei processi che governano le invasioni biologiche. La raccolta di dati sulla presenza di IAS e sugli impatti che ne derivano costituisce il presupposto per la messa a punto di interventi di controllo, contenimento o eradicazione, ed è fondamentale per la ricerca scientifica e le pubbliche amministrazioni ai fini della definizione di linee guida, priorità operative e strategie di intervento di breve, medio e lungo periodo. Per questo motivo la realizzazione di carte di distribuzione è inclusa tra i principali obiettivi della strategia globale per le specie invasive e le banche dati a scala regionale e nazionale sono considerate uno strumento essenziale per effettuare interventi coordinati tra regioni o paesi adiacenti, poiché la gestione delle invasioni è efficace solo se le azioni a livello locale vengono effettuate nell’ambito di una strategia generale. Questo strumento, sviluppato dal Progetto Interreg SiiT (Italia-Slovenia) coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, in collaborazione con il Progetto Life Rarity (10 NAT/IT /000239) Nature coordinato dall’ente Tutela Pesca FVG, è stato ideato per permettere ai cittadini e soprattutto alle scuole di contribuire in maniera facile alla conoscenza della distribuzione di uno dei crostacei invasivi più dannosi del Mondo: il gambero rosso della Louisiana.


Il sistema in 5 passi


Primo passo: imparare a riconoscere le specie

Il gambero rosso della Louisiana è facilmente riconoscibile con un po’ di pratica: le schede riportate in questo sito presentano dettagliate descrizioni, un ricco apparato di immagini e spiegano le differenze con il gambero di fiume, la specie autoctona più frequente nelle nostre acque. Il primo passo è quello di imparare a riconoscere bene il gambero rosso distinguendolo da quello di fiume.


Secondo passo: munirsi di un apparecchio fotografico digitale

Tutte le vostre osservazioni devono essere corredate da una fotografia. Questo perché tutte le segnalazioni verranno validate da un gruppo di esperti sulla base della foto che avrete inviato, per evitare al massimo gli errori. La qualità estetica della foto non è molto importante, ma è importante che dalla foto l’esperto sia in grado di individuare i caratteri essenziali della specie che avete osservato. Le foto scattate da telefonini vanno benissimo. Quando scattate la foto prendete nota accuratamente della posizione geografica della specie fotografata (con un GPS o annotandone la posizione rispetto ad elementi del paesaggio facilmente riconoscibili).


Terzo passo: come inviare la segnalazione

Andate nella sezione ‘Invia segnalazioni’ e cercate sulla mappa il punto esatto in cui avete fotografato la specie, trascinate su quel punto il pallino rosso e chiudete la finestra. A questo punto sulla scheda di immissione dati appariranno latitudine e longitudine del punto, più una descrizione testuale del sito che comunque potete modificare per renderla più precisa. Una finestra di immissione dati vi permette di specificare meglio la densità della popolazione fotografata. Il campo note, non obbligatorio, vi permette invece di inserire annotazioni sul tipo di ambiente o su qualsiasi altro elemento pensiate possa essere utile per caratterizzare meglio la vostra osservazione. A questo punto non dimenticate di caricare la foto!
A questo punto non dimenticate di caricare la foto!


Quarto passo: fornire o meno i dati personali

La vostra segnalazione può essere del tutto anonima se scegliete di non accettare le leggi sulla privacy. Se invece volete che il vostro nome appaia accanto alla segnalazione, accettate la legge sulla privacy e aggiungete nome e cognome. L’indirizzo e-mail, non obbligatorio, va inserito solo se volete ricevere un messaggio nel momento in cui la vostra osservazione è stata validata ed appare sulla mappa di una data specie. Al posto di nome e cognome potete anche inserire qualcosa come ‘Classe II A della Scuola XY’.


Quinto passo: guardare le mappe

Dal momento in cui inviate la segnalazione al momento in cui questa apparirà sulla mappa di distribuzione possono passare 1-2 giorni. Non appena la segnalazione verrà validata dagli esperti, la vostra foto apparirà nella galleria di immagini e la segnalazione apparirà sotto forma di un punto colorato sulla mappa della specie. Cliccando sul punto potrete leggere tutti gli altri dati da voi eventualmente inviati (data dell’osservazione, consistenza della popolazione, eventuali note, il vostro nome, ecc.).


Un suggerimento per le scuole

Le scuole possono coinvolgere gli allievi nell’inviare segnalazioni nel territorio comunale. In questo modo, quando le segnalazioni raggiungeranno un numero adeguato, la scuola o la classe potrà scaricare una mappa dettagliata della distribuzione del gambero rosso della Louisiana nel territorio circostante la scuola, che sarà in gran parte un prodotto dell’attività degli allievi. Queste mappe, oltre a contribuire alla conoscenza della distribuzione generale della specie in Italia, potranno venir fornite alle autorità comunali o alla forestale, e diventare importanti per qualsiasi campagna di eradicamento della specie invasiva.

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